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9 febbraio 2017 4 09 /02 /febbraio /2017 16:24

Questo post è riferito ad un certo periodo di questa festa, che ebbe "momenti si e momenti no" Riprese nel 1965 e fu fatta fino al 1984 poi non venne fatta fino al 1997. Le foto sono di diversi anni, per poco spazio, ne pubblico solo alcune di quelle che possiedo. Nel 1952 la festa ebbe anche un suo inno  (Maggio in fiore)che fu composto da Cesare Romiti e Domenico  Castellana, ho inviato lo spartito al maestro L. Guarnieri pregandolo di farmene almeno una registrazione con la banda musicale cittadina...Speriamo bene....

La Festa dei Fiori osimana ha una storia anche se non continua e conseguente. Nel 1906 al Borgo S. Giacomo per interessamento di Fiumani Alessandro, tale Cristofanetti e Re Giuseppe, ebbe luogo il primo Corso dei Fiori: manifestazione molto bene riuscita anche se limitata e di modeste pretese.

Nel 1910 (e successivamente nel 1913 e 1914) l'iniziativa fu presa dalla oggi scomparsa Associazione di Pubblica Assistenza « Croce Bianca ››; la Festa dei Fiori ebbe un respiro più ampio ed un maggiore sviluppo. Giulio Turicchi ne parlò all'Avv. Pietro Recanatesi: nei locali della Croce Bianca si tenne una prima adunanza alla quale presero parte oltre il Turicchi e Recanatesi, anche Schiavoni Nazzareno, Zoppi Egidio, Mengoni Pacifico ed un altro paio di persone delle quali ci mancano i nominativi, sicuri e precisi. Da fonte sicura ci risulta che in quella riunione si discusse a lungo e si concluse con un parere favorevole: ci si mise subito al lavoro, stabilendo di fare un'altra adunanza con maggiore numero di soci per concretare un programma, dividere le varie mansioni (come poi è stato sempre fatto) per gli addobbi, feste al Teatro, pesca, cartoline commemorative, bande, tombola e più ancora studiare ogni mezzo perché la festa riuscisse. E la cittadinanza tutta rispose sempre in pieno. Si devono ricordare le famiglie Carradori-Gallo, Bellini, nonchè Gambini, Diotallevi, Avv. Pietro Recanatesi (con i suoi pony) Giaia, Maggioni, che hanno sempre partecipato con carri addobbatí con fiori, così artisticamente, da non avere nulla da invidiare a quelli famosi di S. Remo e Ventimiglia (queste ultime parole sono di un corrispondente romano di un giornale). Concretato anche nei particolari il progetto, si unirono alla Croce Bianca le Signore che facevano parte dell'opera del Baliatico che in quei tempi fece tanto del bene in Osimo e per loro mezzo si provvide alla vendita delle cartoline commemorative, alle pesche di beneficenza, agli stendardi riuscitissimi, dipinti o ricamati, da dare, con le medaglie, in premio ai carri, alle migliori vetrine, ai balconi meglio addobbati. Nel 1912 Cappannari Mario fece sei disegni di stendardi. I carri, allora, erano tutti trainati da cavalli. Non ci dilunghiamo nella loro descrizione, nè in -altri particolari su quanto aweniva in Teatro ecc. Ricordiamo soltanto che oltre la Banda Cittadina (che dava la sua opera gratuitamente) vennero, anno per anno, chiamate da fuori le Bande Musicali di Chieti, Caramanico, Città S. Angelo. Ci fu la guerra 1915-1918 e si dovette soprassedere a qualsiasi manifestazione del genere. Nel 1920, nel 1921 e nel 1922 la Festa dei Fiori, sempre per opera della Croce Bianca, riprese il suo sviluppo. Dopo tali date si ritornò al niente di fatto. Un anno che la festa fu svolta in due giorni, si trovò posto pure per una memoranda partita di calcio, con l'intervento del « Bologna ›› che in quell'anno era risultata la prima squadra d”Italia. Si trovano ancora nelle vecchie collezioni, o in fondo a qualche cassetto di care memorie, alcuni esemplari delle cartoline illustrate vendute per l'occasione: vecchi motivi floreali e liberty, caratteristici del tempo. Quando, però, tutto sembrava morto per sempre, ecco nel 1948 riorganizzarsi questa sempre attesa e festosa manifestazione. Ne facemmo la seguente relazione ai giornali:

La tradizionale Festa dei Fiori

Il moderno rapido mutare degli eventi che trasforma quasi quotidianamente usi e costumi delle grandi città, riesce ad incidere oramai anche sulla vita di questi nostri vetusti centri, la cui storia millenaria sembrava aver cristallizzato tradizioni e usanze rese venerande dai ricordi storici. E' avvenuto così che anche la nostra Osimo, la cui impresa « Vetus Auximon ›› ci riporta alle sue origini preromane - si è tolta di dosso da decenni la bardatura di usanze non più gustate dal popolo e _ tra le moderne si è fatta campione nello sfarzoso svolgimento della Festa dei Fiori. `Della creatrice, la defunta « Croce Bianca ››, ne è oggi «erede la non meno locale e più scanzonata, nonché floridissima « Società dei senza testa ››, nel cui nome è tutto un programma. E ogni anno le cose assumono proporzioni e ricchezza sempre più imponenti, tanto da radunare per l'occasione il più e il meglio dei centri circostanti. La scorsa domenica per le vie adorne di massicci numerosi festoni, una folla inverosimile si è goduta per ore lo spettacolo imponente, vivace e fatto di tutta eleganza, dello sfilare di una decina di carri ispirati alle più gioiose allegorie e avvivati dalla presenza di bambine e giovanette, fiori in mezzo ai fiori. Negozi riccamente pervasi da fiori e da decorazioni delle merci più varie e fini, balconi e finestre addobbati e riboccanti di verdure e ancora di fiori, facevano cornice atutto questo trionfo di invadente primavera. Il programma della manifestazione coincidente con la celebrazione della popolare festa della Madonna di Piazza comprendeva per la parte religiosa la Processione, e - per quella civile _ l'estrazione di una tombola, una corsa ciclistica, l'esecuzione di un servizio bandistico, l'accensione di un fuoco d'artificio. Tutto si svolse pure con tanta massa di popolo, con una proprietà e un ordine che fanno onore agli organizzatori ormai allenati e sempre infaticabili. Notiamo per la cronaca i premi ai seguenti carri allegorici: Primo premio alla Ditta Campanelli per un grandioso giardino d'estate su camion; secondo al sig. Tullio Alessandrini per un elegantissimo tiro a tre ornato di fiori con tale gusto e signorilità da fare invidia ai carri fiorati dei più bei tempi del Sette-Ottocento; terzo premio, alla Soc. Corale per un magnifico palco ambulante ornato da una lira in fiori, di proporzioni eccezionali; a pari merito, alla Soc. « Veri Amici ››, per altro carro simbolico molto curato nei particolari. Di bell'effetto quelli costruiti dal Partito Repubblicano e dalla Società organizzatrice della Festa. Tra i negozi « ex aequo ›› Paoli, di ampio respiro e fastoso, le dove il bell'effetto scenico è sempre sfruttato le l'oreficeria Cardinali-in cui si è data adeguata cornice ai vari preziosi di cui dispone; terzo premio, la profumeria Gabbanelli per la graziosità, la sobria eleganza di un minuscolo settecentesco salottino da toeletta. Molto ammirati, fuori concorso, i negozi Pesaro, ricchi di stoffe di gran lusso disposte in ambiente di carattere; Giardinieri, che con ingegnosi adattamenti e giuochi di luci espose un vistoso assortimento di gioielli e lavori in oro; la Calzoleria Gioacchini, dove il gusto dell'arte... di famiglia, si accompagnava a quella del mestiere, anch'esso di famiglia. Tra i balconi, di cui molto curato il balcone di casa Magnoni, molto osservato quello di casa « Volpinì ›› dove una originale allegoria annunciava la recentissima nascita di una pupetta. Merita una particolare osservazione una superba fontana fatta appositamente costruire dalla Ditta Burghiani, dove funzionava con begli effetti di luce un motore Lombardini alimentatore di un potente getto ricadente su larga vasca. Non possiamo omettere un cenno al Concerto Bandistico svoltosi nella Piazza Maggiore sotto la direzione del Maestro Di Girolamo, che ebbe un vero successo e per la eccezionale proprietà delle esecuzioni e per la bella affermazione del sopranino solista Domenico Critelli, giovanetto di soli 15 anni, che è innegabilmente destinato a un luminoso avvenire. Oggetto di critica, come al solito, il contegno dell'Amministrazione Comunale che nè si decideva se non dopo insistenze a esporre i propri drappi, né faceva suonare il Campanone, nè si risparmiava la vergogna di presentare ai tanti forestieri la facciata di due suoi Palazzi tutta imbrattata di resti di manifesti elettorali, mentre tutti i privati cittadini avevano speso fior di quattrini per toglierli dalle proprie case. Ma i cittadini sono una cosa e l'Amministrazione Comunale è ben altro: e per questo l'hanno solennemente trombata nelle recenti elezioni... e quella finge di non essersene accorta.

(Da « L'Avvenire d'Italia ›› - 1948)

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Published by franco focante
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