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30 maggio 2014 5 30 /05 /maggio /2014 08:58

ginepro2Ginepro.è questo il periodo di raccolta, quando andate in  montagna lo si trova abbastanza facilmente. E' un arbusto che raramente raggiunge le dimensioni di un albero; il tronco, abbondantemente ramificato, ha la corteccia  che si stacca in strisce longitudinali di colore rosso-bruno. Le foglie, verticillate, sono di forma lineare e si restringono gradatamente verso l'apice acuto che termina in una punta rigida e pungente. La superficie superiore è percorsa da una larga linea biancastra, il resto della foglia è di colore verde-grigiastro. I fiori sono separati, si hanno cioè piante con soli fiori maschili e altre con soli fiori femminili; i primi sono riuniti in piccoli coni gialli formati dalle antere protette da alcune squame triangolari, quelli femminili sono racchiusi da tre brattee.

Il frutto è una pseudobacca formata dalle tre brattee che circondavano il fiore femminile; queste si sono accresciute e saldate fra loro a formare un frutto sferico nero o bluastro, di consistenza carnosa, contenente alcuni semi di colore bruno chiaro.

Cresce dalla zona mediterranea fino a quella alpina di tutta Italia, preferibilmente nei luoghi soleggiati e rocciosi; talvolta è coltivato nei giardini. Si raccolgono le foglie, i frutti (detti anche coccole) e il, legno. Le foglie si possono raccogliere dalla primavera all'autunno recidendo i rametti su cui sono inserite. I frutti si raccolgono quando sono neri, cioè a completa maturità; il legno si ottiene scortecciando rametti di almeno un centimetro di diametro.

Si conserva: le foglie si essiccano all'ombra rimuovendole spesso, i frutti e il legno si fanno seccare al sole  o in forno a calore molto basso. Le foglie in sacchetti di carta o tela, i frutti in recipienti di vetro o porcellana. Il ginepro ha proprietà aromatizzanti, diuretiche, antisettiche, balsamiche. Grazie ai suoi principi attivi: olio essenziale (pinene, canfene, junene, terpineolo, cadinene), acidi organici, zuccheri, juniperina. La più importante proprietà del Ginepro è quella di aumentare la diuresi; questa attività utile ai reumatici, agli artritici e ai gottosi, è stata studiata e confermata da autori moderni e dipende principalmente dalla presenza,  di un olio essenziale. Questo è inoltre un disinfettante delle vie urinarie e respiratorie, è un valido stimolante della digestione, un antifermentativo intestinale, un espettorante e un sedativo della tosse.

I preparati di Ginepro vanno utilizzati con cautela; non devono inoltre essere usati da soggetti affetti da infiammazioni renali. Per uso esterno le bacche di Ginepro vengono utilizzate come stimolanti la circolazione cutanea: sono utili per esempio nel reumatismo come blandi disinfettanti della pelle.

Le foglie e il legno di Ginepro hanno, per uso esterno, le stesse proprietà delle bacche.

USO INTERNO:

i frutti

Per aumentare la diuresi, per sedare la tosse, per purificare le vie urinarie.

Infuso - 2 g in 100 ml di acqua. Due-tre tazze al giorno.

Tintura vinosa - 4 g in 100 ml di vino bianco (a macero per 10 giorni). Un bicchierino prima dei pasti.

USO ESTERNO:

i frutti

Come rubefacente (aumenta la circolazione sanguigna sulla pelle) e blando disinfettante.

Decotto - 10 g in 100 ml di acqua. Applicare sulle parti interessate.

USO COSMETICO:

Una manciata di frutti, schiacciati da poco e infusi nell'acqua calda, danno un bagno stimolante, balsamico e purificante.Usi nelle Marche e nel maceratese

Nella zona del fabrianese l'utilizzo magico del ginepro, secondo un rituale, è riservato alla persona

dotata di una qualche facoltà (ad. es. un guaritore) che ne percuote una pianta, lasciandone cadere a

terra le coccole, e pronunciando nel frattempo una formula e il nome della persona affetta da porri o

da emorroidi da guarire.

A Genga si combatte per uso esterno l'artrite facendo bollire per 10 minuti un pugno di galbuli in un po' aceto e si prepara un l\/listral distillando galbuli e semi di anice.

A Cingoli come cura ricostituente se ne prendono alcuni galbuli al mattino con un poco di vino mentre ad Apiro se ne masticano invecchiati di 2-3 anni per l'acidita di stomaco.

A Villa Moscosi le coccole servono a profumare le botti, insieme alla Salvia, mentre altrove son o masticate per l'acidita di stomaco; a Cingoli erano soliti farne bastoni che venivano usati dai pecora

dai sensali nelle fiere enei mercati.

A Filottrano i frutti servono a profumare le botti insieme alla salvia moscatella. insieme alla salvia moscatella. ln diverse zone della regione i galbuli vengono bruciati in un braciere allo scopo di disinfettare e profumare un ambiente.

Paolo Spadoni, professore di Storia Naturale Botanica nella Pontificia Universita di Macerata, nel

primo Tomo dell'opera "Xilologia Picena" (1826) raccoglie queste notizie sul ginepro comune:

"Dalle coccole peste e fermentate nell'acqua ottiene una bevanda spiritosa, salubre e di pochissima spesa. Chiamasi percio il Vino de' poveri. Dessa e tanto più grata, quanto e più vecchia. lnfuse nell'acquavite danno un eccellente rosolio stomacale, e distillandole un olio essenziale."

Da una antica ricetta marchigiana, conservata pres so la Biblioteca Valentiniana di Camerino (Bellomaria 1987): /nfuso di Ginebro.

In una tazza di acqua da caffè pongansi quindici o 16 bacche di ginebro infrante. Si facciano rimane

re nell'acqua pro 24 ore; quindi si coli e si prende ogni mattina come attonante.cura le malòattie nervose) Ci sono altre curiosità su questo arbusto che trovate sul libro del Prof Taffetani F. (univ. politecnica delle marche) che trovate da Luca (giornalaio) sotto alle logge)

(bibl.erbe medicinali aromatiche cosmetiche Ge.Fabbri Bompianietas spa .“rugnii speragne e grespigni F Taffetani))

 

 

 

 

 

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Published by franco focante - in andar per erbe