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23 gennaio 2015 5 23 /01 /gennaio /2015 14:51
Usi e costumi osimani (e dintorni)


Noi siamo popolo pieni di pregiudizi che ci vengono tramandati da una tradizione che si arricchisce nel corso del tempo. Questo spirito, legato ai pregiudizi della tradizione, non e solo locale Esso risente ancora dell'indole e del carattere degli antichi romani che furono i padri della superstizione, pensate Che non indietreggiarono difronte a Porsenna ed Annibale, ma fuggivano terrorizzati al vedere una lepre che per loro significava presago funesti. Il fato, la forza del fato! "Non si spazza mai di sera dopo L'Ave Maria. Farlo significava allontanare la Provvidenza divina. Dopo mezzogiorno non si possono ammazzare i ragni, secondo una leggenda un ragno intessè una magnifica tela sul capo di Gesù bambino nella mangiatoia. Fare il letto in tre o qualsiasi altra faccenda, porta male: morirà infatti il più piccolo, cosi come accendere una sigaretta in tre. Se batte l'occhio destro, porta disgrazia; se batte il sinistro, fortuna: "occhiu mancu core Francu: occhiu driuttu- nucleo afflittu" Se prude il naso, si dice che è segno di baci o cazzotti s ti fischia l'orecchio sinistro vuol dire che qualcuno parla bene di noi se è Il destro parla male di noi. Sarà presagio di buon matrimonio per la persona alla nostra sinistra, se aprendo una arancia questa sarà rossa. Le macchioline bianche delle unghie Sono indice di bugie. Coloro che hanno i denti incisivi superiore leggermente distaccati, si crede abbiano nella vita una fortuna favolosa. S i ritengano felici coloro che hanno il cognome abbinato con il nome (Valentino Valentini) Non si mettei mai la fila (Pagnotta) del pane capovolta, perché se no, piange la Madonna. Di questi detti ce ne sono diverse centinaia, tutti legati ad un tempo andato quando, forse (anzi certamente) si tribolava di più. Oggi queste espressioni ci fanno sorridere ma forse se ci ragionate un n "tantinino" qualcosa di positivo vi porteranno certamente. Me le sto Leggendo e vi confesso che sono una vera e propria scoperta del vivere quotidiano di un tempo andato, il che non ê nostalgia, ma la riscoperta di un vivere che come si dice oggi, ma non si fa: "a Dimensione di uomo" Spero vi siano gradite.














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Published by franco focante - in cose andate