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8 settembre 2014 1 08 /09 /settembre /2014 15:22

Oggi lumache!

 

lumaca.jpgL'abitudine di mangiar lumache è già nota al tempo dei romani i quali, riuscirono ad impadronirsi del tesoro di Giugurta (re di Numidia) che era situato sopra ad una roccia imprendibile. Un soldato ligure ghiotto di lumache, dette la soluzione a Mario (generale romano) seguendo la striscia della bava delle lumache che egli salendo e raccogliendo giunse fin sopra l'imprendibile  roccia. (106 a.C.) Le lumache furono provviste alimentari al tempo della guerra tra Cesare e Pompeo e narra Plinio che un certo Lippinio Fulvio a Tarquinia allevava lumache per rivenderle ai clienti della sua taverna. Oggi dalla lumaca si ricavano prodotti sia di natura farmaceutica che cosmetica. La lumaca si trova  un po ovunque, ha un ciclo vitale molto lento lento, in media tre anni, ama l'umidità e la pioggia. Quando andate in giuro per le strade d i campagna, raccoglietele perché sono ottime. Non fatevi “ impressionare” dalle dicerie che è indigesta. La lumaca va saputa trattare e cuocere.  Raccoglietele, anche quelle che hanno già l'opercolo fatto (chiuse perché sono in letargo). Vi chiederete, vanno  “spurgate” o no? Ebbene, quelle con l'opercolo no, le altre invece si. Per spurgare le lumache basta tenerle in un cesto di vimini o in uno scolapasta , ben coperti, con un peso sopra (altrimenti scappano) per  4, 5  giorni. , in questo modo la lumaca butterà fuori tutti gli alimenti che aveva mangiato. La spurgatura è molto importante perché la lumaca è onnivora e mangia anche alimenti nocivi all'uomo. Fatta la spurgatura bisogna lavarle bene con acqua e aceto e sale, poi una o due volte con solo aceto e poi ancora con acqua aceto e sale (dosi: 3 litri di acqua un bicchiere di aceto e una bella manciata di sale) comunque vanno lavato fin quando non fine di uscire la bava. Infine, dovete sapere che, a parità di peso, un grammo di carne di maiale conti

ene fino ad un milione di batteri, la lumaca fino a circa 80 mila. E' una carne sicura e ottima Me le ho cercate, me le ho pulite e me le ho mangiate!.1483 big

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8 luglio 2014 2 08 /07 /luglio /2014 15:00

Pomodoro-S.Marzano-Verde.jpgQuesta cosa mi è venuta in mente mentre guardavo un contadino, dove acquisto le verdure, “scartare “ i pomodori verdi da quelli più maturi. “nonna Nuna “ faceva questa cosa che vi vado a descrivere, raccogliendo i pomodori a fine stagione quando ormai non si maturavano più per il poco sole. Adesso specialmente  per Marcello che ha l'orto e anche a quanti lo hanno, ma anche a chi non ce l'ha, perché può comprarli, anche se è difficile trovarli "verdi" , dico: Prendete dei pomodori (san Marzano  vengono meglio) verdi o poco poco “colorati” e tagliateli a fettine con la mandolina, mette le le fette una vicina all'altra in un teglie o dove vi pare, metteteci sopra del sale e fateli salare per un giorno, poi lavateli e asciugateli con un canovaccio. Metteteli quindi in una  grande  insalatiera o teglia e umettateli con aceto bianco ed il vino (tre aceto/uno vino) per un giorno, poi scolateli e asciugateli. Nel frattempo preparate un impasto con alici pestate,capperi, aglio tritato, e prezzemolo pepe in grani.   Prendete un vaso di vetro capiente e mettete prima sul fondo un tantino di olio exv. Poi le fette di pomodori e quindi un po dell'impasto, ripetete fino a riempire il vaso. A questo punto versate del buon olio si semi (girasole). Chiudete il vaso. Il giorno dopo aggiungete altro olio di semi perché certamente mancherà. Fate attenzione a far uscire ben bene l'aria. Questi pomodori si conservano benissimo e sono buoni anche dopo una sola settimana. (chi vuole può anche far sterilizzare il prodotto facendolo bollire  per 25/30  minuti dal bollore (per vasi da 500gr.), se poi siete timorosi  fate  anche la “tindalizzazione” che consiste nel ripetere la sterilizzazione almeno due volte a distanza di 24 ore. 

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7 luglio 2014 1 07 /07 /luglio /2014 09:27

   Finalmente! Dopo diversi tentativi, li abbiamo trovati! Mi hanno punto un

DSCN1472.JPGpaio di volte, ma li abbiamo presi, adesso li ho cotti a “m

odo mio”. Mi ci faccio due spaghettini  di Campofilone. Sarò generoso, vi do anche la ricetta: I gamberi di fiume non sono di facile reperimento, ma si trovano, . Prendete circa 12/14 gamberi (½ kilo) un bel bicchiere di olio ex.  due spicchi aglio tritato, un bel ciuffo di prezzemolo che triterete. In un tegame abbastanza grande mettete l'olio con il prezzemolo e l'aglio, fate imbiondire e aggiungete i gamberi, regolate di sale di pepe. Mescolate ogni tanto. I gamberi assumeranno un bel colore rosso rubino, aggiungete, a questo punto i pomodori senza semi e senza acqua di vegetazione, fate cuocere una decina di minuti e pi aggiungete un po di vino bianco secco, fate evaporare e sono pronti. Una parte di questi gamberi (5)  li ho tolti per fare il sugo aggiungendo una zucchina tritata e del finocchio marino. Ho cotto per poco tempo e il sugo è pronto. Quanti ricordi su questi gamberi, da ragazzetto, facevamo oltre 25 kilometri in bicicletta per andarli a pescare. Dove?  … non 

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mi ricordo!?!...

 

 

 

 

 

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13 maggio 2014 2 13 /05 /maggio /2014 13:12

P4220028.JPGLa melissa è una pianta erbacea perenne che cresce fino ad  anche oltre il metro di altezza. Le foglie hanno tutte il picciolo e sono opposte a due a due, apice acuto e margine dentato con superficie un po rugosa e pelosa. Fa dei fiori giallastri, i suoi frutti composti da quattro acheni sono sempre riuniti nel fondo del calice. E' una pianta che cresce un po ovunque allo stato selvatico nei ruderi, nei luoghi incolti , una volta era molto coltivata. Le foglie della  melissa si raccolgono da maggio a settembre, mentre le fioriture si avranno da giungo/luglio. All'inizio della fioritura la pianta va tagliata  a pochi centimetri dall'infiorescenza. Le foglie si possonno essicare all'ombra e a bassa temperatura, si consevano in un barattolo di vetro, al buio. La pianta produce un olio essenziale che contiene citronello, linalo, canfora, acido succinino, genarolo, zucchero e mucillagine. Si può usare in modi diversi ad esempio come digestivo, basta fare un infuso con 5 g. di fioritura in un litro di acqua e berne due tazzine dopo i pasti. Il suo amabile sapore di limone la rende ideale  per fare salse verdi e per i liquori, le foglie si usane nell'insalata, nelle salse per il pesce oppure si possono aggiungere alle spremute di frutta e vino e anche nelle tisane. viene usata sia in cucina che in pasticceria. La melissa era ritenuta l'erba che permetteva all'uomo di rinascere (Paracelso), viene usata nche in aromoterapia per combattere la depressione. Ci si può fare del tè ( un cucchiaio di foglie in una tazza di acua bollente , lasciar riposare per 10 minuti. Questa piantina è molto utile alla memoria ed è un fortificanrte per il sistema nervoso. Come vedete, a volte, in una pianta poco significativa ci sono molteplici proprietà utilisse all'uomo. L'altro giorno ho fatto le tagliatelle con la melissa ed erano veramente buone. (la ricetta?, molto semplice: un po di foglie (30/40) un poco di burro, poco brodo vegetale e olio ex. sale qb. fate frullare tutti gli ingredienti meno il brodo , e conditeci le tagliatelle aggiungendo poco brodo vegetale e alcune foglie di melissa tagliate finemente)Se non la trovate.. qualcosa c'è...nel mio giardino..

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9 maggio 2014 5 09 /05 /maggio /2014 14:38

goji.jpgl'avevo promesso ed ecco qui l'esperimento:

 

80 g di fusilli, una melanzana, 4 acciughe sott'olio, tre spicchi agli in camicia, un ciuffo di rosmarino tritato, curcuma e bacche di goji. olio ex

vino bianco (mezzo bicchiere) acqua idem  menta fresca (se l'avete).sale qb

 

Prendete la melanzana (che evidentemente per il sugo e troppa ma la mangerete come secondo) fatela a pezzetti non tanto grandi, mettela in un  tegame con olio ex (poco perché la melanzana lo assorbe e lo rilascia quando è cotta, rimane untuosa) le quattro alici e gli spicchi aglio appena schiacciati e il rosmarino. Fate cuocere per alcuni minuti mescolando, poi aggiungete il vino bianco, l'acqua e il sale. Nel frattempo fate cuocere i fusilli. Le melanzane vanno cotte coperte dopo che avrete fatto evaporare il vino. Ci vorranno 10/15 minuti.Mescolate ogni tanto. Togliete la camicia dell'aglio. Scolate i fusilli e metteteci sopra alcune foglie di menta spezzettata e alcune bacche di goji, quindi aggiungete le melanzane e il castel magno ( o altro formaggio grattugiato) mescolate bene.  Sono una bontà!!!!!

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24 aprile 2014 4 24 /04 /aprile /2014 13:04

P4240033

Oggigi avevo delle zucchine fatte "a modo mio" , pochi asparagi selvatici e un po di asparagi "colltivati. Mi ero messo a provare di fare la mia denuncia dei redditi, il tempo passa e il pranzo si avvicinava. ecco cosa è successo.Ho preso il frullatore ad immersione e ci ho messo le zuicchine, gli asparagi prelessati, alcune foglie di basilico due di menta, un tantino di curcuma e poco aglio, un pizzico di sale un "griolì" di peperoncino in povere. ho frullato il tutto. Ho cotto gli spahetti e li ho conditi con la salsa ottenuta. 

Certo, la foto è fatta "alla meglio" ma la pasta è venuta " al meglio!" Imparare ad usare le erbe selvatiche e anche quelle aromatiche è abbastanza facile. Usare spezie come la curcuma è estramamente salutare.

 

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14 aprile 2014 1 14 /04 /aprile /2014 13:46

P4090010Come promesso eccovi la ricetta dei “strigoli con pennette.”

Le dosi sono “a quantità” secondo le persone. Per me ho preso uno spicchio di agli e poco meno di mezza cipolla, tritati e passati in padella a rosolare con quattro cucchiai di olio exv, poi ho preso del gambuccio di prosciutto crudo e l'ho fatto a dadini, quindi rosolato appena in padella con il soffritto. Ho aggiunto una bella manciata di strigoli e li ho fatti cuocere per poco tempo, aggiungendo un po di vino bianco (poco) Ho quindi aggiunto 8 pomodorini datterini e li ho fatti cuocere per un almeno3/4 minuti. Sale qb. un filo di peperoncino in polvere (poco, proprio un filo) Nel frattempo ho fatto cuocere le pennette un po al dente e le ho fatte mantecare mettendole nella padella del sugo per due minuti. Un a spolverata di parmigiano ed ecco il piatto pronto.

Se andate su facebook troverete altre informazioni sulla raccolta degli strigoli.

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13 novembre 2009 5 13 /11 /novembre /2009 09:08




Dopo molto tempo sono andato a funghi in compagnia di Luciano. E' andata abbastanza bene, abbiamo trovato, tra gli altri, molti lattari. Li ho cucinati e, visto il risultato, vi scrivo come li ho cotti.



Alla pizzaiola

Pulite ben bene i funghi e lavateli velocemente. Metteli, con le lamelle verso l'alto, in una pirofila e , formando un unico strato, aggiungete fettine di pomodoro, aglio tritato, pane grattugiato, origano. Salate e pepate, aggiungete un filo di olio extra vergine. Mettete in forno ben caldo  per 30 minuti a 180 gradi. Sono proprio buoni.

Questa invece è una"variante" di un'altra ricetta che ho sperimentata ieri sera sempre usando i lattari, visto che ne avevamo raccolti molti.


Ho pesato un kilo di lattari,  (più o meno quelli rimasti) poi ho preso delle patate, (circa trecento grammi), una cipolla, quindi un barattolo di pomodori pelati, 30 grammi di pinoli, di uva passa e di capperi. Peperoncino piccante.


Tagliati i gambi dei funghi e fate bollire le cappelle per un quarto d'ora, dopo scolateli ben bene.
In una padella  mettete una certa quantità di olio di oliva extra vergine (io ne ho messo circa mezzo bicchiere) fate soffriggere la cipolla. Agguingete i pomodori pelati, i pinoli, l'uva passa (che prima va fatta rinvenire in acqua calda) i capperi, le patate, che taglierete a dadini, ed il peperoncino, aggiungete i funghi. Sale  qb. Fate cuocere per almeno mezz'ora a fuoco lento mescolando ogni tanto. Il tutto è pronto quando le patate sono cotte.




Infine,  con alcuni rimasti ci ho preparato un anti pasto molto semplice.

I lattari li ho messi con le lamelle verso l'alto, in una pirofila bella unta con  olio extravergine, quindi ho preparato un impasto di  prezzemolo tritato con uno spicchio di aglio  e poi del formaggio parmigiano che poi ho messo sopra ai funghi aggiungendo un filo di olio. Ho scaldato il forno ed  ho infornato per mezz'ora va 180 gradi.
Il vino? Certamente un greghetto, ma anche un buon lacrima di Morro d'alba non ci sta male.

Grazie Luciano! (quale Luciano? Luciano Gatti)

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8 novembre 2009 7 08 /11 /novembre /2009 10:19
 E' un grande onore, per me, darvi questa ricetta che Leo, mi ha regalato. Ne sento l'onore e l'onere perchè credo che non l'abbia mai fatto con nessuno. Anche lui, come tutti quelli che amano interpretare la buona cucina, tengono custoditi gelosamente i loro segreti. Grazie Leo!

Ingredienti: una papera intera (pulita)
                     400 g di carne macinata
                     alcuni nervetti (8/10) di carne
                     tre dl di olio extra vergine
                     0.75 l. di vino bianco secco.
                     450/500 g di dadolata di pomodoro (se ve la fate è meglio)
                     una carota,  tre coste di sedano, una cipolla,
                     noce moscata (qb), una buona presa di maggiorana
                     5 chiodi di garofano
                     sale e pepe (qb)


Preparare il soffritto con l'olio extra vergine, cipolla, sedano e carota, aggiungere la carne macinata, quindi il vino e la papera intera e farla cuocere bene.
Quando il vino ha evaporato l'alcol, aggiunte il pomodoro, la noce moscata, i chiodi garofano, la maggiorana, il sale e  il pepe.
Quando la papera e ben cotta, toglierla dalla pentola e sminuzzarla. Rimmettere la papera sminuzzata nella pentola e far continuare " a tirare" il sugo per qualche tempo (anche più di un ora a fuoco basso) per rassodare il sugo a proprio gusto.



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19 ottobre 2009 1 19 /10 /ottobre /2009 15:59

Rispondo volentieri a Paola. Credo che questa ricette sulle olive sia gradita anche ad altri. La ricetta  vera è un tantino complicata perché mia madre la faceva. Ho visto che ci vuole un tantino di attenzione, allora ho semplificato il procedimento  ma il risultato finale è  lo stesso.     Diciamo che abbiamo un kilogrammo di olive di S. Francesco (quelle belle verdi e grandi (meglio le ascolane). Prendete un litro di acqua, acquistate 40 grammi di soda caustica. Fate sciogliere ben bene la soda caustica nell’acqua (usate sempre guanti in lattice) dopo aggiungete le olive , coprire le olive con un panno affinché non prendano la luce. Dopo circa tre ore e mezza prendete un a oliva e tagliatela, se vedete che per circa la sua meta la polpa è un tantino giallina, (questo è il momento più delicato) toglietele dal barattolo, altrimenti lasciatele ancora per poco . A questo punto mettete le olive in barattolo con acqua di rubinetto che cambierete spesso, (mama usava la salamoia al 40% anche inquesta fase, ma le olive se non  si stava attenti rimanevano troppo salate) nei primi giorni anche due volte. Ripetete questa operazione per almeno cinque sette / giorni, assaggiate le olive e se capite che sono ormai prive del sapore della soda, preparate la salamoia con 80 grammi di sale grosso un tantino di finocchio selvatico  e due spicchi di aglio scamiciati.Portate a bollore e fate raffreddare. Mette le olive con la salamoia che per giusta regola andrebbe cambiata ogni venti giorni.

Lo so è complicata, allora ve ne dico una molto semplice. Prendete le olive nere ben mature e mettetele in barattolo di vetro o anche in una bottiglia dell'acqua minerale e chiudete  ermeticamente. Con il passare del tempo le oliove diventeranno bianche, quando vi servono basta prenderne quante ve ne servono, lasciatele all'aria per  alcune ore, torneranno nere e pronte all'uso come appena raccolte.

Questa ricetta non è mia, me l’ha insegnata un grande  amico calabrese è buonissima.

Ingredienti: olive  verdi aglio finocchio selvatico peperoncino

Togliete il nocciolo  schiacciando le olive con il  batti carne. Mettete le olive in un contenitore atte a contenerle  con dell’acqua.  Lasciate riposare per 5 o 6 giorni, cambiando l’acqua giorno per giorno. Se trascorsi questi giorni le olive risultano ancora amare lasciatele ancora un paio di giorni in acqua.(regolatevi) Scolatele e aggiungete del sale (regolatevi),e lasciate che le olive si amalgamino per mezza giornata. Strizzatele ben bene e conditele con aglio, finocchio selvatico e peperoncino. Mettete le olive nei vasetti, pressando le olive fortemente  aggiungendo un po di olio, chiudete ermeticamente, sono pronte da mangiare dopo una settimana circa.

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