In questo periodo dell’anno la raccolta e il consumo di funghi spontanei aumenta considerevolmente, a motivo delle favorevoli condizioni atmosferiche e parallelamente aumentano i casi d’intossicazioni, a volte anche mortali.
Il Ministero della Salute ha ricevuto diverse segnalazioni in merito alla problematica, in particolare dal Centro Antiveleni (CAV) di Milano, che ha evidenziano come negli ultimi due mesi, abbia fornito circa 200 consulenze telefoniche a pazienti coinvolti in presunte o reali intossicazioni da funghi, oltre a prestare le specifiche cure.
Le manifestazioni determinate dai funghi tossici spesso mimano sindromi influenzali e come tali vengono trattate, con un pericoloso ritardo nella impostazione della terapia adeguata. Si consiglia ai cittadini di:
non consumare funghi se prima non sono stati controllati da un micologo o se non si è certi della loro commestibilità
di consumare solo funghi ben cotti
di non far consumare funghi a bambini, a donne in stato di gravidanza e a persone affette da particolari patologie
in caso di comparsa di sintomi quali: dolori addominali, vomito e diarrea o altra sintomatologia, dopo aver consumato funghi, contattare tempestivamente il medico di base o un Centro Antiveleni (CAV), o il pronto soccorso; i CAV dispongono di un servizio telefonico continuo che fornisce indicazioni e consulenze
se ci si reca al Pronto Soccorso per comparsa di vomito, diarrea o altra sintomatologia dopo il consumo di funghi non controllati, portare con se eventuali resti di funghi cotti, crudi o residui di pulizia. ( Amanita phalloides)
Fonte: Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti