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Andar per erbe - " i striduli" (silene vulgaris)

La Silene rigonfia (Silene vulgaris (Moench) Garcke ) è una piccola pianta (alta fino a 60 – 70 cm; massimo 100 cm) perenne e glabra, dai caratteristici fiori chiamati “bubbolini”, appartenente alla famiglia delle Caryophyllaceae.

Etimologia

Pianta conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà mangerecce. Si può comprendere quindi l’abbondanza di nomi popolari : oltre a quelli citati “sonaglini” e “cavoli della comare”.
Il nome del genere (Silene) si riferisce alla forma del palloncino del fiore. Si racconta che
Bacco avesse un compagno di nome Sileno con una gran pancia rotonda. Ma probabilmente questo nome è anche connesso con la parola greca “sialon” (= saliva); un riferimento alla sostanza bianca attaccaticcia secreta dal fusto di molte specie del genere.
I calici rigonfi sono persistenti e mantengono la forma a palloncino che anzi nel tempo si irrigidisce per cui alla fine dell’estate si possono far scoppiare battendoli con la mano da qui un altro nome popolare : “schioppetini”.

Morfologia

La forma biologica della nostra pianta è emicriptofita scaposa (H scap) : pianta perennante per mezzo di gemme al suolo (emicriptofita), e con asse fiorale più o meno privo di foglie (scaposa).

La nostra pianta possiede una struttura radicale rizomatosa a base lignificata. Possiede anche diverse radici (e radichette) secondarie da rizoma.

Il fusto ha un aspetto erbaceo ma ascendente ed eretto. Può essere glabro o leggermente pubescente. Nella parte alta il fusto è in qualche caso vischioso.

Foglie ]

Le foglie sono del tipo ovate o lineari – lanceolate (non molto strette). Il colore è verde con riflessi bluastri (ma in altre varietà verde – cenere).

L’infiorescenza è di tipo lasso a pannocchia con fiori penduli su peduncoli flessuosi lunghi 5 – 15 mm.
In particolare l’infiorescenza viene definita come
bipara ossia i fiori crescono da ambo i lati rispetto al fiore apicale con 3 – 9 fiori totali.

Fiori [

I fiori sono ermafroditi ( dioici o poligami) e pentameri.

  • Calice: il calice ha una caratteristica forma a palloncino ovoidale (lungo il doppio rispetto alla larghezza) sinsepalo (= gamosepalo; ossia i sepali sono fusi insieme) a volte definito anche “monosepalo”; il colore può essere verde pallido o rosa – biancastro tendente al bruno chiaro. Sulla superficie rigonfia sono presenti 20 evidenti nervature longitudinali, collegate da altre nervature trasversali più brevi e meno evidenti e meno precise. Il calice contiene interamente sia l’ovario che la capsula fruttifera da qui la sua particolare struttura rigonfia. Sul calice sono inoltre presenti dei denti terminali lunghi 1/6 del calice. Questi denti sono papillosi e pubescenti. Questa struttura è persistente.
  • Corolla: i petali della corolla sono 5 di colore bianco o rosa chiaro. Terminano con una unghia sporgente dal calice lunga quanto il calice stesso. L’unghia è completamente divisa (bilobata) in due lacinie subspatolate o oblanceolate a disposizione patente. Dimensioni dell’unghia : larghezza 3 mm; lunghezza 8 mm.
  • Androceo: gli stami sono 10 e fuoriescono dal calice.
  • Gineceo: gli stili sono 3 (anche questi sporgono dal calice) con stimmi lievemente pubescenti. Il gineceo è supero e tricarpellare ( sincarpico).
  • Fioritura : fiorisce da Maggio a Settembre
  • Impollinazione : vento, api, farfalle soprattutto notturne. La particolare forma del fiore a palloncino con imboccatura stretta è di difficile accesso agli insetti più grossi come i calabroni (pur tuttavia alcuni di questi hanno trovato il modo di bucare la parte bassa del fiore per accedere al suo nettare) per cui il fiore per facilitare l’impollinazione rimane aperto fino ad ore tarde per favorire gli insetti notturni più piccoli.

Frutti ]

Il frutto è una caspsula globoso – piriforme compresa col calice persistente e con una corona di denti (in numero di 6) apicali. La caspsula alla fruttificazione è lunga tre volte il carpoforo (piccolo peduncolo basale che sostiene la capsula – vedi illustrazione qui sotto). Il frutto è del tipo deiscente nella parte alta con molti semi.





File:Silene-vulgaris(Blueten).jpg                 

Cucina

Molto ricercata in gastronomia (con il nome di stridoli o carletti), fra le migliori erbe commestibili, ma solo prima della fioritura poi le foglie basali diventano troppo coriacee. Si mangiano sia crude, sia cotte (come gli spinaci), in risotti, minestre, ripieni e frittate : hanno un sapore dolce e delicato.



ZUPPA PAESANA ALLA SILENE
 
Ingredienti per 4 persone
 
½ Kg di germogli di Silene
100 g di pancetta
40 g di pecorino grattugiato
4 uova
1 cipolla
1 l di brodo
Olio
Sale
 
In una capace pentola fate soffriggere con poco olio la pancetta tritata con la cipolla affettata finemente, a questa aggiungete la Silene tritata grossolanamente e lasciatela insaporire, aggiungete il brodo caldo e regolate di sale. Fate cuocere per 10 minuti. Spegnete il fuoco ed aggiungete le uova sbattute con il pecorino, mescolate bene e servite la zuppa con crostini di pane abbrustolito.
 
 
CRESPELLE ALLA SILENE
 
Ingredienti
12 crespelle (100 g farina- 2 uova intere- 1/4 di latte- 30 g di burro- sale)
½ kg di germogli di silene
250 di ricotta di pecora
Sale e pepe
Burro
Besciamella
Formaggio grattugiato
 
 
Preparate le crespelle. Lavate e fate saltare la Silene tagliata grossolanamente nel burro.
Mescolatela alla ricotta di pecora e regolate di sale e pepe.
Riempite le crespelle, piegatele a triangolo e adagiatele sovrapposte in una pirofila imburrata coperte di besciamella arricchita di formaggio grattugiato. Mettete in forno a far gratinare.


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